Il Sacro Graal e Mantova


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Ferrante Gonzaga

Uomo d'armi e di Governo, combattè per la causa del Sacro Romano Impero, fedele all'Imperatore Carlo V, con determinazione e coraggio.

Questa la biografia "ufficiale" del Gonzaga, accanto alla quale l'autore, dopo decenni di studi e ricerche, ne propone una seconda, "segreta", in cui si ipotizza che il Principe sia stato a capo di un ordine cavalleresco misterioso: il priorato di Sion, del quale Ferrante sarebbe stato Gran Maestro



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Il Sacro Graal e la Pietra Filosofale

La Pietra filosofale è un simbolo, un'idea, una chiave. Secondo la tradizione alchemica, che affonda le proprie radici ancor prima del Diluvio , essa sarebbe un elisir di lunga vita, donerebbe l'onniscienza e permetterebbe di trasmutare i vili metalli in oro. Nel corso della storia, venne cercata quasi esclusivamente per quest'ultimo scopo, prediligendo di più l'aspetto venale e materiale, piuttosto che quello spirituale. Tuttavia, spesso l'uomo ignora che il tesoro più grande non è l'oro, ma la Conoscenza, quella con la lettera maiuscola. Una Conoscenza per lo più segreta, perché mantenuta tale da chi sapeva e da chi sa che "la Conoscenza è potere". Un sapere iniziatico che permetterebbe il raggiungimento della perfezione umana e dell'immortalità, tramite l'illuminazione. Di conseguenza, un altro aspetto della Pietra filosofale sarebbe la capacità di donare la vita eterna, perché duratura è la pietra, al contrario della carne. Basti vedere i monumenti millenari degli antichi popoli, che ancora oggi sopravvivono, a dispetto del tempo, come ad esempio le piramidi. L'oro era considerato già in passato un tesoro perenne, per cui, trasformare il vile metallo in oro significava più sottilmente trasmutare la materia mortale in uno spirito immortale. Proprio per via di questa ultima caratteristica, la Pietra filosofale è stata spesso associata al Sacro Graal. In effetti, sono presenti interessanti analogie fra questi due oggetti leggendari. È lo scrittore Wolfram von Eschenbach (1170-1220) il primo a designare il Graal come una pietra sacra (lapis exillis), nella sua opera, il Parzival. Come vedremo, il Sacro Catino di Genova venne intagliato in una pietra verde smeraldo. Ma anche la tradizione esoterica vedrebbe il Graal come una pietra. In particolare, come il diadema che ornava la fronte di Lucifero e che andò perduto quando l'angelo ribelle venne gettato negli inferi per mano di Dio. Tale smeraldo è analogo all'urna, la perla frontale, il terzo occhio della tradizione induista, ovvero, la Conoscenza . In seguito, questa preziosa perla andò persa e ritrovata, persa e nuovamente ritrovata. Passò di mano in mano, da Adamo a Noè, fino ad arrivare a Cristo, che l'avrebbe utilizzata durante l'ultima cena.
In seguito, il Graal andò perduto nuovamente. Alcuni sostengono che si trovi in India, altri in Italia. Tuttavia, la verità è difficile da scoprire. Più semplicemente, la Pietra filosofale e il Graal sono simboli. Rappresentano entrambi l'antica Conoscenza, quella che la maggior parte di noi ha ormai dimenticato. L'allontanamento di Adamo dal Paradiso terrestre, quindi dall'Albero della Conoscenza, potrebbe significare il ritorno a uno stato selvaggio dell'umanità, cosa che probabilmente accadde più di una volta in passato.

Come vedremo, esistono molti Graal al mondo. Ognuno di essi è venerato come se fosse l'unico, perché probabilmente ha poca importanza l'oggetto fisico e materiale. Ciò che conta è quel che rappresenta e simboleggia. Fulcanelli, misterioso alchimista del XX secolo, scrisse a proposito della Pietra filosofale:

[Essa è] l'Albero della Vita, l'Elisir [della lunga vita], il capolavoro della natura aiutata dalla capacità umana, puro e ricco gioiello alchemico. Sintesi metallica assoluta, [questo tesoro] assicura al fortunato possessore il triplo appannaggio del sapere, della ricchezza e della salute. È il corno dell'abbondanza, sorgente inestinguibile delle felicità materiali del nostro mondo terreno.

Il simbolo è una raffigurazione immediatamente riconoscibile, capace di trasmettere in maniera semplice grandi verità; ammettendo che se ne conosca la chiave di lettura, il secretum che sta alla base del simbolo stesso e che ne permette la traduzione cognitiva. Basti pensare ai segnali stradali: muti cartelli per chi non ha studiato il codice stradale. I simboli hanno accompagnato l'evoluzione umana fin dai suoi esordi sulla Terra. Le prime forme di scrittura erano degli ideogrammi, delle raffigurazioni simboliche intuitive, capaci di trasmettere anche significati complessi. Ogni giorno ci passano davanti agli occhi migliaia di simboli, ma ormai non ci facciamo più caso. Il riconoscimento di alcuni di essi è immediato. Altre volte invece ci risultano invisibili e finiamo per ignorarli. Spesso ciò gioca a nostro sfavore, perché per comprendere completamente la vita, occorre conoscere il più possibile ciò che ci sta attorno. In alcuni casi, non è nemmeno colpa nostra se ignoriamo l'esistenza di questi segni, di questi "elementi chiave" della vita, perché come abbiamo già accennato in precedenza "la Conoscenza è potere". Come vedremo in seguito, esisterebbero organizzazioni e persone "che sanno" e che avrebbero interesse a mantenere segrete certe informazioni, certe conoscenze. Basti pensare alle sette e alle società segrete, come la Massoneria, i Rosacroce, gli Illuminati; società elitarie realmente esistenti e molto influenti, detentrici a quanto pare di parte della Conoscenza segreta. In tal senso, la ricerca del Santo Graal è la ricerca della Pietra filosofale, ovvero, di questa Conoscenza perduta, e che i nostri progenitori, in certi periodi del mondo antico, hanno posseduto. Le società segrete agiscono nell'ombra, a livello mondiale, con il fine di custodire e trasmettere parte di questo Sapere perduto ai propri eletti, e naturalmente sarebbero attive anche in Italia. Lo sono state in passato, lo sono tuttora. L'unico problema è che la Conoscenza dovrebbe essere di tutti, e non solamente di una ristretta élite di persone.

L'Italia, con la sua storia millenaria, è una terra ricca di misteri. La terra dei nuraghi, delle mura ciclopiche, degli imperatori romani, degli Etruschi, delle misteriose civiltà pre-italiche. Tutti passarono dall'Italia: Francesi, Spagnoli, Austriaci, Normanni e perfino gli Arabi.
Gli imperatori del Sacro Romano Impero, prima di divenire tali, dovevano essere incoronati re d'Italia, a dimostrazione di quanto fosse ritenuta importante questa nazione già in tempi antichi. Italiani furono grandi artisti come Giotto, Leonardo, Raffaello e Michelangelo. La penisola fu patria di menti illustri, come Pitagora, Virgilio, Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Leopardi, Manzoni... e la lista potrebbe essere ancora più lunga. Molti di essi, inconsciamente o meno, potrebbero essere stati portavoce di organizzazioni iniziatiche, come la Massoneria e la confraternita dei Rosacroce.

Misteriose sono le origini degli Etruschi, che dominavano il Nord della penisola ancor prima dei Romani. Ancora oggi la lingua di questo popolo non è stata completamente decodificata. Dall'Italia passò il greco Ulisse, dopo la distruzione dell'antica città di Troia, patria dell'eroe reso celebre da Virgilio, il prode Enea, che lasciò il suo paese in fiamme per seminare sul suolo italico il seme romano. Il poeta Virgilio, lodato da Dante, ne cantò la discesa negli inferi. L'Averno di Enea esiste ancora oggi, si trova a Cuma, in Campania. Qui si trova anche la misteriosa grotta della Sibilla Cumana, sacerdotessa di Apollo, che guidò lo stesso Enea negli inferi. Questo è uno dei tanti luoghi d'Italia ricchi di storia, mito e mistero. Luoghi troppo spesso ignorati e dimenticati. Il nostro scopo è proprio quello di condurvi su questi itinerari iniziatici d'Italia, lungo i quali potrete scoprire nuovi angoli della penisola che prima forse ignoravate. Angoli bui, sui quali ancora occorre far luce.
Popoli misteriosi, in tempi antichi, giunsero in questa terra ricca di fascino e mistero, come i Pelasgi: grandi navigatori giunti dall'ignoto. Qui, nella penisola, troviamo tracce di civiltà enigmatiche e dimenticate, che ci lasciarono imponenti mura ciclopiche, storie impossibili ma reali, grandi palazzi e perfino piramidi. Eredità di Atlantide o di antiche civiltà analogamente sviluppate e allo stesso modo sepolte dalle sabbie del tempo.
Anche se prenderemo in esame diversi percorsi, diverse città d'Italia, il viaggio è uno solo: è il viaggio iniziatico del nostro "Io" verso una Conoscenza sempre più raffinata e completa. È un viaggio la cui utilità è anche quella di non dimenticare, perché le sabbie del tempo soffiano imperterrite attorno a noi, celando il passato, smorzandone i colori, diradandone il ricordo. Percorrere questi itinerari iniziatici significa non voler dimenticare ma, anzi, voler andare oltre, sempre di più, verso l'illuminazione, verso la Verità.
Per raggiungerla seguiremo un percorso italico, ma inevitabilmente dovremo prendere in considerazione anche altri paesi del mondo, perché la nostra penisola non è mai stata un mondo a parte; lo "stivale" è sempre stato un luogo di passaggio, frequentato da personaggi illustri ed enigmatici come, tanto per citarne alcuni, Michel de Notre-Dame, meglio conosciuto con il nome di Nostradamus (1503-1566), che nel 1555 soggiornò a Torino, città magica per eccellenza; l'alchimista Cagliostro (1743-1795), che viaggiò molto e visse in diverse città d'Europa, conobbe maghi, massoni e alchimisti come il conte di Saint-Germain, e terminò la sua esistenza in Italia, nella fortezza di San Leo (Pu), portando con sé tutto il sapere appreso nel corso della sua movimentata esistenza; lo stesso conte di Saint-Germain, alchimista ed esoterista anch'egli, soggiornò in diversi paesi europei e italiani, come Venezia, Livorno e forse Milano; l'austriaco Mozart (1756-1791), anch'egli massone, viaggiò per l'Italia dal 1769 al 1773, visitando diverse città; quando decise di mettersi contro le influenti logge, venne misteriosamente eliminato.
Questo è il rischio che corrono le persone che si spingono troppo "oltre". Perché vi sono segreti inviolabili, conosciuti solo da un numero ristretto di adepti, pena la morte. Nel corso della storia, tuttavia, un certo numero di iniziati hanno deciso di utilizzare i segreti della Grande Opera o, meglio, parte di questi, dato che la Conoscenza non è mai completa, per realizzare opere d'ingegno, monumenti, capolavori. Si tratta di opere spesso invisibili agli occhi della gente. Dante Alighieri scrisse nel Convivio che le sue opere si potevano e dovevano intendere "per quattro sensi": un significato letterale, uno filosofico-teologico, uno politico-sociale e uno esoterico, più profondo. Così come l'autore della Divina Commedia metteva in guardia i suoi lettori, noi lo facciamo con i nostri. La realtà è interpretabile in diversi modi. A noi interessa il lato più nascosto delle cose, le ragioni e le motivazioni che stanno alla base di certe opere e azioni, ma senza un'adeguata preparazione ci risulterà impossibile capire ciò che ci circonda. Così, finiremo per visitare un luogo senza poterci rendere conto di dove ci troviamo e non riusciremo ad apprezzarlo fino in fondo.
Questo libro ha proprio questo obiettivo: aprire gli occhi alle persone per permettere loro di comprendere il mondo. Far compiere loro un percorso iniziatico, farli avvicinare alla Pietra filosofale. Naturalmente, non si potrà avere una visione completa, anche se, visto che siamo tutti diversi, alcuni si avvicineranno alla Verità più di altri. I luoghi iniziatici d'Italia sono davvero molti. Cercheremo quindi di tracciare un percorso coerente, utile a raffinare le conoscenze individuali, soffermandoci su tutti quei luoghi ancora pressoché sconosciuti, ignorati. Ma non solo. Scopriremo come un sito che pensavamo già di conoscere in realtà ci riservi ancora molte sorprese.

Articolo tratto da : http://www.edicolaweb.net/libs238i.htm