Il Sacro Graal e Mantova


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Ferrante Gonzaga

Uomo d'armi e di Governo, combattè per la causa del Sacro Romano Impero, fedele all'Imperatore Carlo V, con determinazione e coraggio.

Questa la biografia "ufficiale" del Gonzaga, accanto alla quale l'autore, dopo decenni di studi e ricerche, ne propone una seconda, "segreta", in cui si ipotizza che il Principe sia stato a capo di un ordine cavalleresco misterioso: il priorato di Sion, del quale Ferrante sarebbe stato Gran Maestro



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Le famiglie del Graal


Esistono famiglie che per secoli sono state in stretto rapporto con la sacra reliquia della cristianità e che sono state depositarie di incredibili segreti.

di A.C.

MATILDE DI CANOSSA...CUSTODE DEL "SANG REAL"


Suo padre era Bonifacio, Signore di Mantova e Duca di Toscana . Si diceva discendesse da un'antica famiglia longobarda il cui capostipite, Sigifredo, era diventato Marchese di Lucca ed il figlio di questi, Azzo, avesse costruito quella rocca sull'Appennino reggiano chiamata Canossa da cui la famiglia aveva preso il nome, anche se genealogie antiche indicavano tale stirpe chiamarsi anticamente Gonzaga, nome derivante da Gungingorum, tradotto poi in Gunginghi o Gonzinghi.( da "Storia dei Longobardi" di Paolo Diacono).

Sua madre era, invece, Beatrice e nelle sue vene scorreva il più nobile sangue, il sangue dei Lorena. Figlia di Federico Duca di Lorena e di Matilde sorella dell'Imperatore Corrado II, aveva sposato in prime nozze Bonifacio ed in seconde nozze Goffredo il Barbuto, principe di Lorena.

Furono gli stessi Bonifacio e Beatrice che, grazie all'apparizione in sogno dell'apostolo Andrea ad un mendicante cieco tedesco di nome Adalberto, nel 1048 ritrovarono nell'orto dell'ospizio di S. Andrea le Reliquie del Preziosissimo Sangue di Cristo, nascosto in quel posto circa cento anni prima per sottrarlo all'invasione degli Ungari. A tale ritrovamento documentato nel bellissimo affresco posto nella cappella laterale della chiesa di S. Andrea a Mantova dedicata a S. Longino assistette anche la piccola Matilde, che all'epoca aveva solo due anni.

Alla morte dei genitori ella divenne Duchessa di Toscana, ma il titolo che la stessa riteneva più importante era quello di "Signora di Mantova" (i Canossa nonostante avessero estese proprietà sparse nel centro nord dell'Italia, ritenevano Mantova il loro feudo più importante tanto da farsi seppellire in questa città ) poichè le dava diritto ad essere la custode del Sangue di Cristo, diritto peraltro anche di sangue, poichè i Lorena, da cui discendeva per parte di madre, erano ritenuti i legittimi discendenti dei merovingi e pertanto portatori, nelle proprie vene, del Sangue Reale di Gesù Cristo.

Fu Matilde che fece costruire sul luogo ove era stata ritrovata la preziosa reliquia una piccola chiesa di forma circolare, l'attuale Rotonda di S.Lorenzo,che riprendeva le sembianze dell'Anastasis,la chiesa del S. Sepolcro di Gerusalemme, e che, si dice, fosse collegata al palazzo ove risiedevano i Canossa, posto ove ora sorge il Palazzo della Ragione e al cui interno si trova un ciclo di affreschi murali sulla prima crociata risalenti forse al periodo di Matilde (nessuno ha ancora spiegato per quale motivo tali raffigurazioni si trovino in questo palazzo). Si narra che circa 5 secoli più tardi un Gonzaga, Vincenzo, abbia trovato sotto la Rotonda un ingente tesoro forse appartenuto ai Templari e con il quale abbia finanziato spedizioni contro gl'infedeli.

E' incredibile la potenza e l'importanza che acquisirà questa donna, capace di sfidare l'Imperatore Enrico IV e che avrà alleati come i papi come Gregorio VII e Urbano II.
Ma al di là della storia ufficiale che tutti conosciamo, ci sono alcuni aspetti della vita di Matilde che ci lasciano perplessi o, comunque, incuriosiscono.

Ella dona nel 1070 ad un gruppo di monaci misteriosi provenienti dalla Calabria, fra i quali pare ci fosse anche Pietro l'Eremita che divenne tutore di Goffredo di Buglione, un terreno chiamato Orval, l'Aurea Vallis, posto nella foresta delle Ardenne appartenente ai possedimenti del marito, Goffredo il Gobbo di Lorena. Qui, nel cuore della Lorena, i monaci vi costruirono un'abbazia ove vi rimasero fino al 1108 per poi scomparire improvvisamente.

Si dice che si trasferirono in Terra Santa per occupare il monastero di S. Maria di Sion chiamati da Goffredo di Buglione, il quale fondò nel 1099 i "Cavalieri dell'Ordine di Nostra Signora di Sion" da cui deriveranno il Priorato di Sion ed i Templari. Orval era ritenuto uno dei luoghi ove era custodito il Santo Graal !

Matilde era strettamente imparentata con Goffredo di Buglione, poichè sua madre Ida (Saint Ide d'Ardennes), era la sorella di suo marito. Goffredo abbandonerà tutte le sue terre per armare un proprio esercito e combattere in Terra Santa insieme ai crociati, dopo la conquista di Gerusalemme verrà eletto Re , titolo che rifiuterà per assumere quello di "Difensore del Santo Sepolcro". Accetterà, invece, le insegne araldiche fatte con il "Signaculum Domini": "d'argento alla croce potenziata d'oro, accantonata da 4 crocette anch'esse d'oro". Fatto unico in araldica, furono uniti nello stesso stemma l'oro e l'argento, per identificarlo come lo stemma araldico più prezioso di tutti, quello del Re dei Re.

E Matilde ? Nonostante avesse scortato attraverso le sue terre il Papa Urbano II nella sua salita da Roma fino a Clemont Ferrand, dove il 26.11.1095 indisse la prima crociata; nonostante avesse partecipato ai Sinodi di Guastalla e di Piacenza durante i quali si cominciava a parlare delle crociate e facendo supporre, vista la sua volontà combattiva, di mettersi alla testa di un esercito per partecipare alla conquista della Terra Santa, si ritirò in disparte, lasciando che il nipote guidasse i crociati verso la conquista di Gerusalemme e si prendesse tutti gli onori.

Alcune riflessioni a questo punto diventano indispensabili:
- Matilde e la madre Beatrice, dopo che questa sposò Bonifacio diventando Signora di Mantova e "custode", dopo il suo ritrovamento, del Sangue di Cristo, si sposarono, quasi ostinatamente, con dei Lorena. Beatrice sposa in seconde nozze Goffredo il Barbuto principe di Lorena, Matilde sposa in prime nozze Goffredo il Gobbo figlio di primo letto del secondo marito di Beatrice. Forse volevano che la loro discendenza fosse di sangue puro dei Lorena, unici custodi del Sang Real ?

- Perchè Matilde non si mette alla testa della prima Crociata, come molti forse si aspettavano, ma si fa da parte e cede il passo al nipote Goffredo di Buglione ? Forse ella sapeva che a lui sarebbe spettato, per diritto "divino", il trono di Gerusalemme ? Forse Pietro l'Eremita era stato inviato da Matilde (che era considerata la madre adottiva del futuro Re di Gerusalemme) a fare da precettore a Goffredo e fu lui a farlo eleggere Re di Gerusalemme, poichè era lui il "vescovo venuto dalla Calabria", come scrive Guillaume de Tyre, il più influente frai tutti gli elettori ? O forse rimase in Italia ed in particolare nella sua Mantova a custodire la più preziosa di tutte le reliquie della cristianità: il Preziosissimo Sangue di Cristo ?

I DES BAUX…DEL BALZO, UNA STIRPE IMPERIALE !

"Race d'Aiglon, jamais Vassal !", era il motto originale della famiglia Des Baux che letteralmente possiamo tradurre in "razza d'Aquila, giammai Vassalla !"

ma il cui senso era "stirpe imperiale (l'aquila dal tempo dei Romani era il simbolo dell'Impero; molto significativo peraltro il fatto che la A di aiglon fosse scritta in maiuscolo), mai sottomessa !". Un motto araldico, dunque, che voleva significare quanto la nobile famiglia Des Baux fosse di discendenza imperiale e non potesse essere sottomessa a nessuno.

Strano casato quello dei Des Baux. Le loro origini "ufficiali" risalgono all'XI secolo quando compare nella terra di Provenza Guglielmo, Re di Arles e Principe di Orange
(1059 - 1110 c.a.) che viene identificato anche in un certo Hugues de Baux.

Nel tempo diventati potenti feudatari della Provenza, ove possedevano diverse signorie fra cui Marsiglia, Bruges, Montepellier…, decidono, tuttavia, di lasciare le loro terre per unirsi alla spedizione di Carlo I d'Angiò in Italia (1253).Qui, prima Barral e poi il figlio Bertrand, dimostreranno il loro valore di guerrieri; quest'ultimo parteciperà anche alla decisiva battaglia di Benevento (1266), vinta con l'aiuto determinante dei Templari, durante la quale verrà sconfitto ed ucciso Manfredi, il figlio dell'Imperatore Federico II Hohenstaufen.

Ma è forse questa la prima volta che i Des Baux vengono a contatto con il più importante ordine cavalleresco del tempo ? Molto probabilmente no, non dobbiamo dimenticare che la Provenza era la regione europea con il più alto numero di "commanderie" templari, pertanto i legami fra la nobiltà provenzale ed i Templari erano strettissimi.
Dopo la battaglia di Benevento, per il coraggio dimostrato, Bertrand venne nominato conte di Avellino,mantenendo però anche il titolo di Sire de Baux.

Il nome dei Des Baux si unisce successivamente a quello dei d'Angiò a seguito di matrimoni tra figli delle due famiglie ( come quello fra Bertrand III e la figlia di Carlo II d'Angiò, Beatrice ).
E' un periodo di grandi dominazioni per i d'Angiò. Carlo I diventato Re di Sicilia s'impossessa della corona di Gerusalemme (1277) comprando le ragioni sul Regno della Terrasanta da Maria, figlia di Melisenda, pronipote di Baldovino IV. Il d'Angiò mandò a Gerusalemme il suo luogotenente, il conte di Marsiglia Roger de Saint Séverin, coaudivato dal Gran Maestro dei Templari Guillaume de Beaujeu e da un manipolo di uomini, ma li richiama in Italia allo scoppiare dei Vespri Siciliani e pone fine alla dominazione angioina in Terrasanta.

Nel frattempo i Des Baux avevano consolidato i loro feudi nel sud dell'Italia, si erano divisi in diversi rami (fra cui quello napoletano, quello tarantino legato agli Orsini e quello di Altamura) ma soprattutto avevano italianizzato il loro cognome in Del Balzo.

Interessante la storia di Amelio Del Balzo (Amiel de Baux), Barone di Avella, il quale, nel 1324, incamerò i beni dei padri della Badia di Banzi di Molfetta dopo la loro scomparsa a seguito delle persecuzioni nei confronti dell'Ordine dei Templari che già nel 1308 era stato bandito da Molfetta. I templari si erano insediati in questa città nel XII secolo dove avevano fondato una precetteria chiamata Cala di S. Andrea e costruito la chiesa di S. Andrea con annesso cimitero. Alla stessa commanderia di Molfetta erano collegate diverse città dell'entroterra fra cui Andria, nel cui territorio è posto Casteldelmonte, il luogo ove l'Imperatore Federico II fece costruire un castello a pianta ottagonale del quale nessuno a tutt'oggi ha compreso appieno la funzione e che contiene al suo interno e nella sua struttura stessa numerosi "messaggi" esoterici.

Bisogna segnalare che gli antichi stemmi dei Del Balzo montavano sopra lo scudo un cimiero con una "croce patente", forse un richiamo ai Templari loro antichi alleati e dei quali avevano incamerato i beni diventandone i custodi.
Un capitolo a parte merita lo stemma antico dei Des Baux/Del Balzo costituito da una stella d'argento con sedici punte in campo rosso. Sembra che ciò stesse a significare la discendenza della famiglia dai Re Magi ed in particolare da Baldassarre.

Tale discendenza è stranamente richiamata anche dai Balt (o Balsha), una famiglia nobile albanese della provincia della Gocia, i quali a loro volta avevano nello stemma araldico una stella, anche se questa contava solo sette punte. Sembra che gli eserciti di questi Re Balti siano più volte venuti in Europa (le truppe albanesi, famose per la loro spietatezza, erano truppe mercenarie al servizio degli eserciti europei ) ed alcuni di loro avrebbero potuto insediarsi in Provenza.

Un particolare estremamente interessante collega i Des Baux addirittura alla stirpe reale macedone, poichè sull'urna d'oro contenente le ceneri di Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno, rinvenuta nel 1976 a Vergina in Macedonia (attualmente il villaggio si trova nella Grecia) è incisa una stella a sedici punte, simbolo della dinastia macedone; la stessa stella con lo stesso numero di punte che abbiamo visto nello stemma araldico dei Des Baux.

Un'antica leggenda medievale, inoltre, narra che Olimpiade, moglie di Filippo il Macedone, aveva concepito Alessandro unendosi con un gran sacerdote, probabilmente durante un rito bacchico a cui era dedita, di nome Balthazzar. Pare che con questo nome in Macedonia venissero chiamati i maghi (o magi) persiani. Sembra che in realtà questi non fosse altro che Nectanebo II, ultimo faraone della XXX dinastia il quale dopo essere stato sconfitto dai persiani di Artaserse III aveva riparato in Macedonia. Sembra, inoltre, che Nectanebo II fosse di origini persiane in quanto il padre, Teo, era un faraone che dopo essere stato sconfitto dai persiani riparò in Persia presso tribù amiche e che in quel periodo nacque Nectanebo II il quale fece ritorno in Egitto come faraone e gran sacerdote.
Tutto ciò giustificherebbe il fatto che nello stemma araldico dei Des Baux/Del Balzo vi sia la stella a sedici punte, che indicherebbe la loro discendenza dalla stirpe macedone e la leggenda della discendenza da Baldassare, uno dei re magi ( in realtà egli era il mago persiano, vero padre di Alessandro Magno).

Concludendo possiamo dire che i Des Baux / Del Balzo sono una nobile famiglia di origini antichissime che dalla Macedonia, l'attuale Albania, si sono spostati in Europa e si sono insediati in Provenza per poi spostarsi nei secoli successivi in Italia e che, a ragione, rivendicano di appartenere ad una stirpe imperiale, quella del più grande Imperatore di tutti i tempi: Alessandro Magno.

 

Articolo tratto dal numero 0 della rivista “Graal”- Edizioni Hera